La corsa dei gioielli Pandora dalla Danimarca fino all’Italia - Economia e Finanza con Bloomberg

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Milano I n uno scenario socio-politico-economico poco edificante come quello che sta vivendo l’Italia, c’è qualcuno che crede ancora nelle sue potenzialità e investe nel nostro Paese; anche Realtà internazionali come il gruppo Pandora, colosso danese della gioielleria presente in 6 continenti, oltre 70 paesi, attraverso una rete distributiva che oggi conta 10.300 punti vendita ripartiti tra multimarca, shop in shop e 900 concept store monomarca diretti e in franchising. presa di pandora . bracciali pandora a buon mercato Quotato al NasdaqOmx di Copenhagen, il gruppo Pandora ha chiuso il 2012 con un fatturato a quota 6,7 miliardi di corone danesi (circa 893 milioni di euro), in linea con i dati del 2011, nonostante una campagna di ribilanciamento dello stock che ha pesato sui risultati, in particolare del primo semestre, per 609 milioni di Corone Danesi (circa 81 milioni di euro). pandora vendita gioielli Gli ultimi due trimestri sono stati molto positivi ed hanno visto il fatturato crescere del +14% nel 3Q e del +11.4% nel 4Q. pandora vendita gioielli Particolarmente soddisfacenti sono anche i dati di sell-out registrati nel 4Q nei concept store Pandora dei principali mercati del Gruppo, tutti in crescita rispetto allo stesso periodo del 2011. pandora charms in vendita Oggi il gruppo Pandora dà lavoro a 6.000 persone in tutto il mondo. pandora charms in vendita Lo sbarco in Italia è recente: «Ho avuto il primo contatto con Pandora nel febbraio 2010 — racconta il managing director, Massimo Basei — e il primo luglio abbiamo fondato la società. Una struttura snella. Solo di vendita: una decina di persone». Nel giro di pochi mesi si sono aggiunti 6 visual merchandising «per curare la costruzione dell’immagine e il dialogo con il mercato». Una macchina da guerra: da luglio 2010 a oggi, la squadra Pandora made in Italy ha messo in piedi una rete distributiva composta da circa 900 rivenditori multimarca, 12 concept store (4 diretti e 8 in franchising tra i quali spiccano i flagship inaugurati a Venezia, Milano e Roma) e 8 shop in shop. «Pandora — anticipa Basei — continua lo sviluppo retail anche per il 2013: stiamo espandendo la nostra presenza nelle principali città italiane e abbiamo stretto accordi con partner di rilievo». L’espansione di Pandora, non solo in Italia, poggia su una strategia fondamentale: «Noi lavoriamo preoccupandoci dei risultati dei nostri partner. Il franchising rappresenta una precisa scelta strategica: Pandora sceglie partner selezionatissimi, radicati sul territorio, che hanno ben presenti le aspettative della clientela, credono nel marchio e ne testimoniano le potenzialità, rafforzando la brand awareness tra il largo pubblico». Ma per credere in un marchio, i partner “vogliono” un prodotto a valore aggiunto. Un valore aggiunto che Basei, forte dei risultati ottenuti, spiega così: «Pandora deve il proprio successo internazionale alla possibilità di personalizzare le proprie creazioni di alta qua-lità, ma a prezzi democratici. Tutti i nostri gioielli sono rifiniti a mano e realizzati esclusivamente in oro 14 carati, in argento Sterling, pietre preziose e vetro di Murano. Grazie a una struttura integrata verticalmente, dal design alla produzione fino alla distribuzione, Pandora è in grado di mantenere un controllo sull’intera catena di creazione del valore». L’headquarter del gruppo è a Copenaghen, mentre la produzione è localizzata in Thailandia nei quattro impianti di proprietà basati a Gemopolis, poiché «la Thailandia è uno dei maggiori paesi produttori/esportatori di gioielli al mondo, con una lunga tradizione, maestranze professionali e affidabili, infrastrutture produttive altamente qualificate ». La rete distributiva italiana di Pandora è composta da circa 900 rivenditori multimarca, 12 concept store (4 diretti e 8 in franchising tra i quali spiccano i flagship inaugurati a Venezia, Milano e Roma) e 8 shop in shop

(25 marzo 2013) © Riproduzione riservata